Dal 28 giugno si torna a pescare nel territorio del Parco

Dal Territorio – Una decisione attesa e al tempo stesso un provvedimento che farà felici i tanti cultori dell’arte dell’esca: si torna a pescare nel Parco. La notizia arriva da Fabrizio Giuliani, presidente della Comunità Montana, Ente gestore del Parco naturale della Gola della Rossa e di Frasassi.

“Dopo un lavoro di anni, intensificatosi negli ultimi mesi,” sono parole dell’amministratore “siamo riusciti ad attivare un proficuo confronto tra i nostri Uffici, l’Università e le Associazioni piscatorie, FIPSAS, ArciPesca e Club “pesca mosca della Vallesina”. Il successo di questo intenso e proficuo confronto si è ora concretizzato con la risoluzione del provvedimento che, a partire dal 28 giugno, nel rispetto delle normative vigenti e nell’ottica di un utilizzo consapevole delle risorse naturali, autorizza la pesca sportiva all’interno del Parco Naturale Gola della Rossa e Frasassi. Licenza – sottolinea Giuliani – consentita nella forma no kill, come previsto dallo specifico Disciplinare scaricabile dal sito web del parco (www.parcogolarossa.it). La procedura, completamente gratuita, prevede che i cittadini interessati si iscrivano alla lista pescatori della nostra area protetta tramite una modulistica peculiare anch’essa disponibile sul portale. Il modulo, correttamente compilato, e corredato della copia di un valido documento di identità dovrà essere inviato alla nostra Sede. Subito dopo si riceverà per via telematica un codice identificativo personale, con il quale sarà possibile accedere ad un settore specifico del sito web che consentirà la prenotazione delle date di uscita. Ricordo – soggiunge – che sarà possibile esercitare la pesca solo prenotando tramite il sito del Parco per ottenere l’autorizzazione giornaliera necessaria. Sono consentite fino a 45 presenze giornaliere ed è previsto un diritto di precedenza per i residenti dei comuni del parco. Alla fine della giornata il pescatore dovrà inserire i dati raccolti in un Report che si trova anch’esso on line. Procedura – conclude Giuliani – che vuole essere un modo per coinvolgere i cittadini nelle attività di monitoraggio scientifico delle specie ittiche presenti nel Parco. Lavoro iniziato con uno studio effettuato dall’Università di Camerino che ha permesso di conoscere meglio l’ambiente fluviale all’interno dell’area protetta ed ha indicato la forma della pesca no kill come un utilizzo sostenibile delle risorsa ambiente. Così gli sportivi diverranno delle “guardie ecologiche” volontarie a difesa del fiume e del suo habitat”.

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